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RSU 2025: Cisl Fp punta su sblocco Ccnl Sanità e valorizzazione di lavoratori e professionisti

di Sandra Ausili

Pubblico Impiego

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Le elezioni RSU 2025, previste per i giorni 14, 15 e 16 aprile rappresentano un passaggio decisivo per ridefinire gli equilibri della rappresentanza sindacale all’interno delle aziende sanitarie. In questo scenario, la Cisl Fp riafferma il proprio impegno a favore di una contrattazione efficace e responsabile, che metta al centro il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) Sanità e il riconoscimento delle professionalità coinvolte. Secondo la Cisl Fp, la mancata sottoscrizione dell’ipotesi di rinnovo da parte di alcune sigle sindacali ha generato uno stallo negoziale che comporta conseguenze tangibili per i lavoratori del comparto: retribuzioni ferme, arretrati non liquidati, indennità non aggiornate, diritti sospesi, percorsi di valorizzazione congelati.

Il costo dell’immobilismo: cosa prevede il Ccnl bloccato

Cisl Fp evidenzia con chiarezza l’impatto di questo blocco sul piano retributivo e contrattuale.

Cosa avrebbe garantito il contratto
  • Aumenti salariali fino a 170 euro mensili, con un tracciato definito per raggiungere oltre 350 euro nel triennio 2025-2027
  • Arretrati stimati fino a 3.500 euro a lavoratore, relativi al lavoro già svolto
  • Nuove indennità per i contesti a elevata intensità assistenziale, come i Pronto Soccorso (oltre 250€/mese)
  • Valorizzazione delle prestazioni aggiuntive, con compensi orari fino a 50€/ora
  • Incremento dei fondi contrattuali, indispensabili per sostenere misure strutturali e nuove tutele
  • Accesso agli incarichi anche per il personale part-time; differimento al 31 dicembre 2026 per le progressioni verticali in deroga e possibilità di passaggio nell'area delle Elevate Qualificazioni (EQ)
  • Tutela psicologica e patrocinio legale gratuito per i professionisti che subiscono aggressioni sul luogo di lavoro
  • Estensione delle ferie solidali, comprese quelle per l’assistenza a familiari diversi dai figli

Tali disposizioni, già definite nella piattaforma contrattuale, sono oggi sospese a causa della mancata firma, rallentando l’avvio delle nuove trattative.

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Ricadute territoriali e incertezze normative

Il blocco ha prodotto effetti molteplici e variabili nelle diverse aree del Paese. Nel Lazio, l’indennità prevista per il personale dei Pronto Soccorso, già regolamentata a livello contrattuale, è stata sospesa. In Lombardia, la previsione di differimento delle progressioni verticali fino al 2026 rischia di non essere attuata. In Toscana e Veneto, il riconoscimento delle prestazioni aggiuntive è stato interrotto, nonostante la persistente carenza di organico.

A queste criticità si aggiunge la ferma opposizione del sindacato all’articolo 1 del DDL sulle prestazioni sanitarie, che propone di attribuire in via esclusiva ai medici le funzioni di diagnosi, prognosi e terapia, anche in forma elementare. Una misura che, secondo l’ente sindacale, rappresenta un regresso normativo rispetto al riconoscimento dell’autonomia professionale delle figure sanitarie non mediche e contraddice quanto introdotto con il DM 652/2022 relativo alle lauree magistrali a indirizzo clinico.

In questo contesto, la percezione di incertezza tra i professionisti cresce. L’assenza di riferimenti contrattuali aggiornati rallenta l’evoluzione delle competenze e delle responsabilità, incidendo sul piano professionale e organizzativo.

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Commenti (1)

cogi1967

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18 commenti

Risarcimenti

#1

Salve.
Questa soluzione va bene se sono sprovvisti risarcimenti decennali.
Senza dimenticare i danni provocati alla pensione.