Il “Family Centered Care“ riconosce la famiglia al centro della vita del paziente ricoverato in Terapia Intensiva. Un grande passo è stato fatto sicuramente con l’apertura delle Terapie Intensive per offrire risposte più complete e appropriate ai bisogni dei pazienti e delle loro famiglie. Ma i bambini? L’accoglienza del visitatore minore in una Terapia Intensiva per adulti è stato l’oggetto di uno studio, delicato e sicuramente da ampliare, presentato e discusso durante una sessione parallela del 36° Congresso Aniarti.
L'accoglienza del visitatore minore in una terapia intensiva per adulti
Negare la possibilità ad un minore di far visita ad un proprio caro ricoverato in Terapia Intensiva significherebbe escluderlo dalla famiglia, spiega la collega Maria Benetton, che in collaborazione con Caterina Barera ha per prima cosa revisionato la letteratura per cercare informazioni utili sul tema. Ma il materiale trovato è stato esiguo.
Quali sono i motivi per cui un bambino non dovrebbe entrare come visitatore in una Terapia Intensiva?
La letteratura ne riporta sostanzialmente 4:
l’aumento del rischio di infezione per il paziente e per il bambino
disturbo per il personale
un ambiente pauroso (dato dalla tecnologia delle apparecchiature, dai suoni, dagli odori, ecc.)
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