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Campania, Nursind: tutte le criticità dei Pronto soccorso

di Redazione Roma

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Il sindacato parla, senza mezzi termini, di «astanterie infernali». Ed ha presentato un esposto al Ministero della Salute chiedendo di verificare le motivazioni, da par suo, dell’immobilismo della Regione Campania. Nel frattempo, proprio in merito ai Pronto soccorso, il governatore Vincenzo De Luca afferma: Vogliamo vedere di separare codici rossi da altri codici per evitare affollamento e per ovviare, per quanto possibile, alla carenza di personale che abbiamo a livello regionale.

Pronto soccorso, Nursind Campania: situazione al collasso

Antonio Eliseo, responsabile regionale del Nursind, afferma che si registrano gravi criticità nella disponibilità quotidiana di posti letto per i Pronto soccorso.

A metà estate il Nursind Campania ha presentato un esposto al Ministero della Salute. L’obiettivo: chiedere di verificare i motivi per cui la Regione non avesse ancora recepito le Linee di indirizzo nazionali sul triage intraospedaliero, sulle Obi (Osservazioni breve intensive), sullo sviluppo dei Piani di gestione del sovraffollamento dei Pronto soccorso siglati il 1° agosto 2019 dalla Conferenza Stato-Regioni.

Nel frattempo, il governatore Vincenzo De Luca annuncia, dal prossimo autunno, un cambio di marcia organizzativo dei Pronto soccorso. Premettendo che ad ottobre potremo avere problemi per mancanza di personale sanitario, il presidente della Regione Campania rende noto: Stiamo lavorando ad una modifica organizzativa. Vogliamo vedere di separare codici rossi da altri codici per evitare affollamento e per ovviare, per quanto possibile, alla carenza di personale che abbiamo come regione – evidenzia – ricordando sempre che abbiamo 10mila dipendenti in meno nella sanità campana. Cercheremo di fare miglioramenti organizzativi per non avere affollamenti.

Parole, queste, che trovano la pronta risposta dello stesso sindacato: Siamo lieti che il presidente De Luca si sia reso conto della realtà drammatica in cui versano tutti i Pronto soccorso della Campania e che, dopo anni di denunce e interpelli da parte nostra, finalmente ora prometta l’adozione di interventi urgenti. Così, nero su bianco, il responsabile regionale del Nursind, Antonio Eliseo, integrando però con una serie di dati che più allarmanti non si può.

Dal fatto che, ammette, ad oggi nessuna azienda della Campania ha adottato dei piani di gestione del sovraffollamento dei Pronto soccorso in conformità con quanto previsto dalle linee di indirizzo nazionali al fatto che i sistemi informatici di molte aziende risultano essere obsoleti e non sono stati aggiornati.

E ancora, si registrano gravi criticità nella disponibilità quotidiana di posti letto per i Pronto soccorso, le Osservazioni brevi intensive, in molte Aziende, non risultano attive, nonostante dal 2015 sia prevista la loro obbligatoria attivazione anche nei Pronto soccorso di semplici presidi ospedalieri, si riscontra disomogeneità nell’introduzione dei 5 codici numerici (o a colori) per il triage intraospedaliero. Ma non è tutto.

Eliseo fa altresì presente che in molti Pronto soccorso non risultano essere stati approvati i protocolli aziendali di triage dai direttori delle rispettive Unità operative nonostante le Linee guida nazionali del 2001 lo prevedessero, la Campania registra un rapporto tra posti letto per acuti/post acuti ogni 1.000 abitanti tra i peggiori d’Europa, nei Pronto soccorso della regione si registrano quotidianamente vili episodi di aggressioni verbali e fisiche ai danni degli operatori sanitari.

Non dimenticando, chiosa Eliseo, che in molti Pronto soccorso, dopo più di due anni di pandemia, non sono stati mai attivati i Pre-Triage e in molti Pronto soccorso della Campania, nonostante lo stanziamento di fondi statali nel 2020, non sono stati effettuati i lavori di ristrutturazione e si registrano tutt’ora criticità e promiscuità nei percorsi sporco/pulito. A fare presente, insomma, che occorrerebbe parlare di programmazione e competenza piuttosto che di rivoluzioni.

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