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Lesioni cutanee: esperti fanno il punto sulla situazione lombarda

di Angelo

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In un incontro presso la Sala del Gonfalone di Palazzo Pirelli a Milano, voluto dalla Fondazione Charta, si è fatto il punto sulle spese pubbliche correlate all'assistenza domiciliare di pazienti con LDD.

MILANO. Le Lesioni da Decubito costano allo Stato e soprattutto alla Sanità Lombarda che ora fa il punto sulla situazione e cerca di intervenire con misure di prevenzione e di formazione mirata agli Infermieri, ai Medici, agli Operatori Socio Sanitari, ai pazienti e ai loro care-giver.

Di questo e di altro si è parlato l'altro giorno a Milano nel corso del Convegno su "Le Lesioni Cutanee: una delle maggiori voci nella cura dei pazienti in assistenza domiciliare", voluto dalla Fondazione Charta, presso la sede della Regione Lombardia (Sala del Gonfalone, Palazzo Pirelli) e che ha visto la partecipazione massiccia degli operatori sanitari e dei massimi esperti italiani e stranieri del settore. All'evento ha preso parte anche l'Associazione AISLEC che da tempo si occupa del settore.

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Un momento dell'incontro di studi a Milano (foto di Federica Putzu).

A presentare i lavori Davide Croce, direttore del Centro Ricerca Economia e Management in Sanità e nel Sociale dell'Università Cattaneo (CREMS), che si è intrattenuto sulla necessità di allineare le nuove tecnologie alla riforma sanitaria lombarda, partendo dalla gestione delle Lesioni e giungendo in tempi opportuni alla loro guarigione.

Sulla stessa scia si è espresso Angelo Capelli, vice-presidente della Commissione Sanità e Politiche Sociali della Regione Lombardia.

Tra i problemi clinici emersi: la presenza di Medici sempre più disinteressati al problema; la presenza reale di Infermieri interessati e specializzati nel settore ma poco considerati; la condizione culturale prevalente e l'assenza di una informazione/formazione sulle LDD; l'assenza di misure giuridiche e legali per valutare le responsabilità dei professionisti sia dal punto di vista assistenziale (chi fa chi, cosa, quando e perché?), sia da quello civile e penale (chi paga se sbaglia?); la concezione che il sound-care è un sinonimo di medicazioni (cosa di più sbagliato, infatti è una branca della scienza medica e infermieristica che deve "prendersi cura di qualcosa o qualcuno" in una visione olistica e non bio-robotica del paziente/utente.

Tanti gli interventi degli esperti e della politica. Nella sostanza occorre mettere in piedi anche in Lombardia, migrando dalle esperienze già validate in Emilia Romagna, in Toscana e in varie realtà specifiche del Veneto e della stessa terra lombarda, tutto ciò che di positivo è emerso nell'assistenza domiciliare a pazienti con Ulcere cutanee, imparando dagli errori commessi e rendendosi consapevole che ognuno di esso contribuisce all'innalzamento delle spese pubbliche, ma soprattutto al non miglioramento delle condizioni del pazienti, che spesso è sottoposto a sofferenze immani, a situazioni imbarazzanti e a morte avvenuta conseguente ad episodi di infezioni e setticemie.

Non è più possibile improvvisare, hanno detto gli intervenuti, occorre formare e informare il personale sanitario, il paziente e i loro parenti/assistenti. Inoltre, e questo è una condizione necessaria, ci si deve impegnare per arrivare ad una intesa fattiva tra medici e infermieri esperti in wound care: nessuno dei due ha il diritto/dovere di prevalere sull'altro, ma anche in Lombardia è opportuno trovare l'intesa che non può fare a meno di una sana ed onesta collaborazione multidisciplinare.

Il costo della cura (relazioni dello stesso Croce e di Giuseppe Nebbioso, presidente dell'Associazione Diritti Pazienti Lesioni Croniche Cutanee - SIMITU), sia dal punto di vista economico che da quello sociale è stato il tema dominante della giornata milanese di studio e delle due tavole rotonde che si sono susseguite all'apertura dei lavori:

1) I percorsi di cura dei pazienti con lesioni cutanee in Lombardia: oggi e domani; che ha visto protagonisti Joseph Negreanu, Direttore Wound Healing Center del Nuguarda, e Andrea Bellingeri, Coordinatore ambulatorio vulnologico della Chirurgia Vascolare del Policlinico "San Matteo" di Pavia;

2) Le nuove tecnologie nella cura delle lesioni cutanee: oltre la terapia a pressione negativa; che ha visto susseguirsi le relazioni di Sergio Pillon (Commissione Paritetica Conferenza Stato-Regioni per la governance delle Linee di Indirizzo Nazionali della Telemedicina); Giovanni Sesana, direttore del 118 di Milano; Filippo Secchi, direttore Business Unit Eound Management di una nota azienda di prodotti medicali.

Le conclusioni hanno dato il via ad una seria riflessione: come si può fare economia riducendo i rischi? A voi la risposta.

Durante l'evento formativo l'AISLEC ha reso noto le date dei Corsi gratuiti tenuti dal sodalizio in varie parti d'Italia al fine di orientare gli Infermieri verso una sana e sempre più dettagliata assistenza ai pazienti con LDD: 12 marzo 2016 a Torino; 23 aprile a Lecce; 21 maggio a Genova; 11 giugno a Pescara e Macerata.

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