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Breath test: cos'è, come funziona e quando è indicato

di Chiara Sideri

Il breath test rappresenta una tecnica diagnostica non invasiva utilizzata in gastroenterologia per individuare alterazioni metaboliche e infezioni batteriche nel tratto digestivo. Grazie all'analisi dei gas espirati, questo esame permette di valutare in modo semplice e preciso la funzionalità intestinale, identificando patologie quali intolleranza al lattosio, infezione da Helicobacter pylori e la presenza di una sovracrescita batterica intestinale (SIBO).

Come funziona il breath test: principi e tipologie

esecuzione breath test

La diffusione del breath test in gastroenterologia deriva dalla sua semplicità e sicurezza, risulta ben tollerato e ripetibile.

Il breath test si basa sul principio metabolico della fermentazione batterica o del metabolismo enzimatico di sostanze specifiche ingerite dal paziente. Durante la procedura, queste sostanze producono gas rilevabili nel respiro, permettendo una diagnosi mirata. Le principali varianti del test sono:

  • Breath test all’urea: indicato nella diagnosi dell'infezione da Helicobacter pylori. Il paziente ingerisce urea marcata con isotopi del carbonio (13C o 14C). In presenza del batterio, l’urea viene degradata producendo anidride carbonica marcata rilevabile tramite spettrometria di massa.
  • Breath test al lattosio: fondamentale per identificare l'intolleranza al lattosio. Nei soggetti con deficit di lattasi, il lattosio non assorbito subisce fermentazione nel colon, producendo idrogeno rilevabile nel respiro.
  • Breath test al glucosio e al lattulosio: utilizzati nella diagnosi di SIBO. La produzione eccessiva di idrogeno e metano dopo ingestione di questi zuccheri indica una crescita anomala di batteri nell’intestino tenue.

Vantaggi e limiti del breath test

La diffusione del breath test in gastroenterologia deriva principalmente dalla sua semplicità e sicurezza rispetto a tecniche più invasive come biopsie gastriche o procedure endoscopiche. È ben tollerato e facilmente ripetibile, rendendolo adatto a diverse fasce d'età, inclusi bambini e anziani. L'elevata accuratezza diagnostica nell'individuare infezioni (come quelle correlate all’urea) e intolleranze alimentari (quali lattosio e glucosio) rappresenta un ulteriore punto di forza del test.

Tuttavia, alcune criticità possono influenzarne l’affidabilità, tra cui possibili falsi positivi o negativi legati alla dieta, all'uso di farmaci e a variazioni interindividuali nella produzione dei gas espirati. Inoltre, una scarsa collaborazione del paziente nella preparazione al test può comprometterne l'esito.

In presenza di risultati dubbi o non conclusivi, può essere opportuno ricorrere a test diagnostici complementari. Ad esempio, in caso di sospetta infezione da H. pylori non confermata dal breath test all’urea, può essere indicata una gastroscopia con biopsia gastrica. Per approfondire dubbi relativi alle intolleranze alimentari, possono essere prescritti test genetici o analisi del sangue specifiche per valutare la presenza di anticorpi o indicatori infiammatori.

Interpretazione dei risultati

L’analisi dei livelli di idrogeno (H2), metano (CH4) e anidride carbonica (CO2) permette di determinare la presenza di condizioni patologiche:

  • Incremento significativo di idrogeno o metano: segnale di malassorbimento o crescita batterica anomala
  • Aumento precoce dei gas (entro 90 minuti dall’ingestione del substrato): indicativo di SIBO
  • Aumento tardivo: suggerisce un ritardo del transito intestinale o una disbiosi colica

In conclusione, il breath test rappresenta uno strumento diagnostico essenziale nella pratica gastroenterologica moderna. Garantisce accuratezza, sicurezza e praticità nella diagnosi di molte patologie gastrointestinali, purché effettuato seguendo precise indicazioni e preparazioni. Quando i risultati sono incerti, l’utilizzo di metodiche diagnostiche complementari permette di arrivare comunque a una diagnosi definitiva e a un trattamento mirato.

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