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RSU 2025: Nursing Up per “un contratto giusto, serio e che dia risposte reali”

di Redazione

Pubblico Impiego

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Si avvicinano le elezioni per il rinnovo delle Rappresentanze Sindacali Unitarie (RSU) nelle pubbliche amministrazioni italiane, in agenda i prossimi 14, 15 e 16 aprile. Un appuntamento a cui sono chiamati anche gli operatori sanitari impiegati nelle aziende sanitarie pubbliche, in un momento chiave, quello della contrattazione per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) per la Sanità. In questo contesto, le elezioni delle Rsu diventano un elemento strategico per sostenere e giungere a “un contratto giusto, serio e coerente con le esigenze reali dei professionisti della sanità”. È la posizione di Nursing Up, sindacato che si è opposto alla firma della proposta di Aran lo scorso gennaio, smarcandosi dalle altre sigle ai tavoli contrattuali.

La proposta di Aran? Irrispettosa per le professioni sanitarie

antonio de palma presidente nursing up

Antonio De Palma, presidente di Nursing Up

Un contratto si firma quando contiene risposte concrete e dignitose. Altrimenti, resta solo un contratto al ribasso, che non tutela né il personale né il sistema sanitario pubblico: è la risposta alle altre sigle che hanno criticato la scelta del sindacato guidato da Antonio De Palma.

Il presidente di Nursing Up, all’indomani del ‘no’ dei mesi scorsi- che non ha permesso di raggiungere la maggioranza in seno alla rappresentanza sindacale- ha rivendicato la scelta come coerente ed a favore dei lavoratori. Infatti, la proposta messa sul tavolo da Aran è stata ritenuta inadeguata.

Ad oggi Nursing Up resta della stessa idea: Il Ccnl 2022-2024 avrebbe potuto essere chiuso e firmato se si fosse scelta la strada del rispetto per le professioni sanitarie.

Solo 8 euro in più al mese, tra i perché del ‘no’ alla firma

Ecco in sintesi i “3 perché del No” alla proposta del rinnovo di contratto di Aran:

  • Non prevede nè valorizza le carriere per infermieri e altri professionisti ex legge n 43/2006
  • Accetta una logica di sotto finanziamento che penalizza ogni giorno infermieri, ostetriche e altri professionisti sanitari
  • Non recupera il potere d’acquisto e riconosce agli infermieri, ostetriche e altri professionisti sanitari, solo 8 euro in più, di aumento mensile dello stipendio tabellare, rispetto a un assistente

Il giallo dei 172 euro in più al mese

In particolare, Nursing Up contesta Aran quando parla di un aumento medio, previsto dalla sua proposta di contratto, di 172 euro mensili per gli infermieri. Ma come arriva a questa cifra? Facile: basta includere spiega il sindacato anche le risorse destinate solo ed esclusivamente al personale di pronto soccorso, generando, in tal modo, la distorta percezione che il beneficio che ne consegue sia automaticamente applicato a tutti.

Il sindacato pretende trasparenza nei numeri: All’infermiera Angela Rossi, o all'ostetrica Giulia Verdi, che lavorano in qualsiasi reparto di Ginecologia di un qualsiasi ospedale italiano, si deve dire la verità manda a dire non percepiranno 172 euro di aumento al mese perché quella cifra è stata calcolata mettendoci dentro soldi che andranno solo ad una piccola percentuale di operatori del pronto soccorso, ed ai fondi risorse decentrate.

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