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Infermieri ed errori terapeutici: cambiare si può

di MS

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All’interno del processo di gestione del farmaco, l’infermiere riveste un ruolo di fondamentale importanza. La sua responsabilità può aumentare il rischio di errore nei confronti del paziente. Un articolo pubblicato su Pennsylvania State Nurse Association, contribuisce a suggerire alcune regole fondamentali al fine di ridurre il rischio di commettere errori durante la somministrazione dei farmaci. “Modellare il futuro della pratica infermieristica riducendo gli errori terapeutici” (“Shaping the Future of Nursing Practice by reducing medication error”) è l’articolo a cura di Nouf Afit Aldhafeeri, e al., tradotto in italiano dall’infermiera Giulia Gallese.

Prevenire il rischio di errore di somministrazione

Il lavoro attribuisce molte responsabilità anche al modello di erogazione dell’assistenza, in considerazione del fatto che, utilizzando un modello infermieristico funzionale, in cui un infermiere è responsabile della somministrazione di tutti i farmaci, può aumentare il rischio di errore, così come l’aumento dei pazienti acuti e la somministrazione verso la fine del turno, facilitano la creazione di eventi o errori.

Secondo gli autori, due sono gli ambiti nei quali possono prendere vita gli incidenti:

Fallimento del professionista sanitario

Lo studio osserva come le azioni ed i comportamenti poco sicuri sono spesso associati alle performance dell’infermiere, incidendo in maniera determinante sulla filiera del farmaco.

Basti pensare a fattori legati alla stanchezza, dovuta all’alto carico di lavoro, a quegli errori cosiddetti latenti, i quali maturano nel tempo fino ad originare un vero e proprio evento sentinella.

Ci sono poi gli infermieri neoassunti, in fase di inserimento non abituati a gestire alcune tipologie di farmaci (giusta via, giusto tempo di infusione ecc.), come:

  • farmaci LASA
  • farmaci ad alta allerta
  • farmaci non somministrati previa valutazione di parametri vitali
Errori a livello di sistema

Lo studio osserva come le azioni ed i comportamenti poco sicuri sono spesso associati ed influenzati da fattori derivanti da un fallimento nel sistema di lavoro.

I sistemi fallimentari si inseriscono in contesti molto “poveri”, nei sistemi operativi estremamente burocratizzati ed in un'inefficace comunicazione e in staff ed equipe inadeguati.

Diventa ineluttabile implementare una corretta strategia di prevenzione, che di certo non andrà ad eliminare completamente gli errori dovuti alla preparazione e somministrazione dei farmaci; tuttavia, sarà in grado di ridurre tale fenomeno a volte irreversibile per l’utente.

Per cui dovranno essere implementate soluzioni che prevedano l’utilizzo della tecnologia e cambiamenti delle procedure; che prevedano di rinnovare la formazione sulla conoscenza, la preparazione e la somministrazione dei farmaci

Tecnologia come deterrente all’errore

A proposito di tecnologia un ottimo deterrente allo sbaglio potrebbe consistere nella oramai quasi consolidata tendenza dell’inserimento computerizzato della prescrizione medica, così da inviare la stessa anche al farmacista, al fine di ridurre gli errori terapeutici anche del 50%, specialmente per quanto concerne la scrittura a mano e la comunicazione tra professionisti della salute. Inoltre, la prescrizione computerizzata riduce il margine d’errore poiché è designata per dare informazioni circa allergie del paziente, errate interazioni tra farmaci e storia clinica del malato.

Un ultimo aspetto cosiddetto “preventivo” riguarda la disponibilità all’utilizzo di risorse accurate ed aggiornate allo scopo di recuperare informazioni sui farmaci. In più, i continui corsi che educano lo staff, in riferimento ai nuovi farmaci in uso nella struttura, rappresentano uno dei modi migliori per aiutare a ridurre gli errori terapeutici.

Al contempo è opportuno informare e formare gli stessi operatori sanitari riguardo la conoscenza degli errori da somministrazione, anche all’interno della propria struttura sanitaria, così da indurli ad alzare il livello di attenzione durante le fasi complesse che contraddistinguono il processo della somministrazione dei farmaci.

Inoltre, gli studi dimostrano che la disponibilità di un farmacista a fornire consulenze e sessioni educative sui farmaci, specialmente nei reparti di emergenza e terapia intensiva, può aiutare a ridurre i tassi di errori farmacologici.

In conclusione, possiamo affermare che la conoscenza dei punti deboli della propria attività unita ad una maggiore attenzione durante le delicate fasi della somministrazione dei farmaci, possono contribuire ad una riduzione e ad un contenimento degli errori di somministrazione.

Bibliografia

  • Aldhafeeri N.A. Alamatrouk R., Shaping the future of nursing practice by reducing medication error, Pennsylvania Nurse, 2019, Pennsylvania Nurses Association

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